I VIAGGI

Wednesday, November 01, 2006

IL VIAGGIO (di M.Grossi)


Ciao a tutti,

Sono Matteo Grossi, barelliere.

Sono entrato a far parte dell' Unitalsi nel 2003 partecipando al pellegrinaggio di Loreto del mese di Agosto.

Perchè il volontario? Perchè propio nell' Unitalsi?

4 anni fa avrei detto per caso... adesso so che così ha voluto il mio Signore.

Infatti fino a quel momento la mia vita non era certo il massimo.
Passavo il tempo a subire la vita,arrabbiato con il mondo, convinto che avrei trovato la felicità solo nella ricchezza smisurata e nella sopprafazione delle persone che odiavo.
Dentro di me c'era solo una gran voglia di primeggiare, di essere adorato e adulato dagli altri.

....che coglione..

Poi un giorno rischio seriamente di farmi del male e soprattutto di farne a chi mi è vicino.

E adesso che faccio, chi mi salva?
Rivolgo gli occhi a quel Gesù che ho sempre trascurato e che ho chiamato in causa solo nei momenti di bisogno.
Stavolta però il Signore vuole da me un cambiamento,me lo fa capire facendomi venire in mente ogni giorno la scena di Lui che lava i piedi agli apostoli e dice
" Se dunque io che sono il Signore e Maestro,ho lavato i vostri piedi,anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni con gli altri.Vi ho infatti dato l'esempio,perchè come ho fatto io facciate anche voi "

L'idea è allora di entrare in un' Associazione di volontariato per servire Cristo nel prossimo. Si, ma Quale?

Una sera guardando la tv mi colpisce un documentario rai sull'Unitalsi e ne rimango subito affascianato,ma non ne sono ancora convinto.

Decido allora di mandare due e-mail: una all'unitalsi e una alla croce rossa.

La croce rossa non risponde, l'unitalsi si.

Mi iscrivo quindi al pellegrinaggio di loreto come volontario barelliere e rendo nota la cosa alla mia famiglia e al mio migliore amico Luca Baldelli.

Tutti rimangono sorpresi,mi prendono per pazzo... e per forza,fino a quel momento avevano sempre avuto a che fare con uno che i malati manco li considerava!!! e adesso andava a fargli il bidè.

Così cominciai da solo, senza conoscere nessuno e senza essermi mai preso cura di nessuno.

Trovai una grande famiglia che mi accolse a braccia aperte,il sorriso e l'amicizia di chi soffre ma vive la sua sofferenza come un dono di Dio.
Trovai la forza di affrontare la vita di ogni giorno, la gioia di vivere e di sorridere.
Trovai il mio amico Daniele che con gli occhi non vede,ma che con il suo cuore mi indica la via.
Trovai il presidente Fabio Bricca che manco sapeva chi ero eppure si fidò subito di me nominandomi responsabile dei giovani.
Trovaila pace
Trovai il perdono di Dio.Gustai la Sua Bontà.Vidi la sua Salvezza.

( a dire il vero trovai anche la gnocca ma questa è un'altra storia)

Da quel giorno tutti i giorni hanno spazio per gli altri,ho partcipato a 4 pellegrinaggi a Loreto e 3 a Lourdes che è diventata la mia seconda casa,e
da solo che ero, quest'anno ho portato con me la mia dolce Ilaria,il mio amico Luca e tutta la Banda Grossi.

Rendo Grazie al Signore per tutta la gioia che mi dà.

Spero di ringraziarlo con la mia vita.

E spero anche di non far rimpiangere a quei pazzi scatenati dei soci di avermi votato alla carica di consigliere.

Alla prossima

Matteo Grossi,
Barrellire resp. dei giovani,consigliere.

IL VIAGGIO (di R.Bacciardi)

IL MIO VIAGGIO A LORETO 21/ottobre/2006



Il viaggio a Loreto è avvenuto in un periodo per me di cambiamento.

Era agosto e da tempo sentivo la necessità di rendermi disponibile e utile nei confronti di chi era in una situazione diversa dalla mia;tutto è inziato con questa premessa mi sono lasciata andare e ho capito che in fin dei conti non dovevo fare altro che essere me stessa:una ragazza disponibile che sa stare in silenzio ad ascoltare ma anche una persona con la quale ci si può parlare liberamente di tutto.

Questo pellegrinaggio è stato molto sentito per me,essendo una ragazza abbastanza sensibile dopo un paio di giorni mi sono resa davvero conto di dove mi trovavo, di ciò che vedevo e di quello che stavo realmente facendo in quel posto;la cosa che più mi ha sorpresa è stata quell'atmosfera per certi lati surreale di pace e affetto.Lo potevo percepire nell'aria.

I ricordi che subito mi tornano vivi,freschi nella mente, sono i piccoli gesti e sopprattutto gli sguardi: quegli occhi cosi reali e pieni di parole,che non serviva nemmeno dirne una,molto spesso.

La voglia di stare tutti insieme, riunirci la sera a parlare e fare un grande gruppo, cantare a squarcia gola intonando canzoni classiche,conosciute da tutti;questo un'altro dei momenti più belli e pieni d'affetto che mi ricordo.

Un'altra cosa che mi ha colpita molto è stato il mio dare per scontato il fatto di stare insieme ad altre persone,ho capito che non per tutti è semplice uscire di casa e scambiare una parola.

Ci si accorge che fuori ci sono molte persone che si trovano in una sitazione obbiettivamente di difficoltà, ma il loro dono più forte è quello di darti tanto a livello umano. Questo è il pregio più grande che una persona può possedere,solo stando a contatto con i malati,quelle persone speciali che hanno sempre un sorriso e una parola per tutti,solo in questo modo ci si può rendere conto della profonda diversità d'animo e della sensibilità che non tutti abbiamo o che non tiriamo fuori,forse il motivo è che siamo così fragili o pensiamo di esserlo,tanto che cerchiamo di nasconderci inutilmente,ma i malati no loro si mostrano per come sono,liberi di farsi vedere con le loro grandi gioie e le pesanti sofferenze.

Osservavo molto e ammiravo certe situazioni, rimanevo colpita dalla dolcezza che un premuroso marito aveva per la moglie costretta in una carrozina,o l'affettuosa dama che sbucciava la mela a un anziano signore.

Purtroppo però mi riaffiora alla mente anche una situazione opposta, ero con uno dei volontari quando la mattina presto, mentre caricavamo le valige per il viaggio di ritorno, un belissimo vecchietto con gli occhi così piccoli ma tanto sensibili e brillanti, che aveva appeso al collo un fischietto, ci si avvicina dicendo che ora, che ogniuno ritornava a casa, non avrebbe saputo con chi stare.Denunciò il fatto di essere solo,vuoto abbandonato a se stesso, senza ne affetti ne parenti.A quel punto mi sono chiesta perchè cose di questa portata accadono a persone così innocenti ,l'unica cosa che mi sono sentita di dirgli ingenuamente è stata la speranza di rivederci al più presto in un' altra occasione di pellegrinaggio. Mi fa ancora tanta tristezza pensare a quelle parole,in quel momento non mi sono sentita utile,per niente. Sono queste le situazioni nelle quali ti accorgi dell' impotenza che provi stando di fronte a due occhi così sinceri e soli.

E' importante stare a contatto con persone così, perche in quelle giornate passate insieme, ci si avvicina alle diverse realtà che possono esserci all'interno di vite differenti dalla propria,questo mi sta aprendo gli occhi, perchè mi fa capire quello che può essere il senso della vita per altre persone.

Roberta Bacciardi

IL VIAGGIO (di I.Cipriani)

"IL MIO VIAGGIO CON L'U.N.I.T.A.L.S.I." Montecchio, 15 Ottobre 2006
di Cipriani Ilaria



Non vedo l' ora che riapra la stagione dei pellegrinaggi per rivivere quelle emozioni meravigliose che mi hanno fatto crescere. Spesso, chi non ha mai avuto occasione di partecipare ad un pellegrinaggio, mi domanda
"perchè lo fai?"
quanto è difficile rispondere a questa domanda!
Io ho provato ad aprire la porta del mio cuore, ad abbattere quel muro di paure ed insicurezze che mi ero creata e mi sono avventurata in un viaggio, un cammino di pace, di amore, di solidarietà, tutte parole che oggi sentiamo spesso ma che in realtà sono purtroppo lontane da ciò che oggi il mondo è. Credo che un "mondo migliore" non può essere soltanto un' utopia ma che sia un obbiettivo da raggiungere tutti insieme, giorno per giorno.
In quei giorni trascorsi a Lourdes mi sembrava davvero di essere in un mondo diverso, fatto di pace e speranza... Come posso spiegare con poche parole quelle emozioni così forti... Come posso rispondere alla domanda "perchè lo fai?" senza essere banale ...
Ho conosciuto l' U.N.I.T.AL.S.I. perchè ne faceva parte il mio attuale ragazzo, ed inizialmente anch' io gli ripetevo sempre questa domanda, ero incuriosita e volevo sapere le motivazioni che lo avevano spinto a fare questa scelta di vita.
Un giorno lui mi disse che per trovare risposta, avrei dovuto anch' io provare quella che era stata la sua esperienza.
Ho accettato il suo consiglio, e partii con la consapevolezza che umanamente avrei potuto sbagliare, ma che nonostante tutti i miei difetti, il mio sorriso sarebbe stato lì, presente, assieme a quelli di tutti gli altri unitalsiani che come me hanno dato tutto in quei giorni. La mia prima esperienza con l' U.N.I.T.A.L.S.I. è stata nel dicembre del 2004, quando, assieme al gruppo di volontari di Urbino, sono stata a Roma per qualche giorno, e, collaborando con la comunità di sant' Egidio, abbiamo offerto del cibo (e un qualche parola amica) ai barboni, ed abbiamo lavorato alla caritas. Dopo questa bellissima esperienza ho cominciato a vedere la vita con occhi diversi, a rendermi conto di quanto ero fortunata, che non dovevo più dare per scontate le cose che avevo. In poche parole ho cominciato a dare un nuovo valore alla mia vita... Inizialmente provai un forte senso di colpa nei confronti di queste persone più bisognose, ed ho cominciato a pensare che avrei dovuto impegnarmi seriamente per chi era meno fortunato di me. Credo che in quel momento realizzai di voler continuare il mio viaggio con l' U.N.I.T.AL.S.I.
Anche a Loreto ho passato dei giorni intensi, e devo ringraziare i miei "compagni di viaggio" che hanno saputo darmi le dritte giuste per farmi vivere al meglio il mio primo pellegrinaggio. Poi ho deciso di andare Lourdes, dove ho provato delle emozioni veramente forti, ho vissuto assieme agli altri unitalsiani dei giorni carichi di fede, gioia e carità. abbiamo lavorato tutti sodo, eppure, la gioia che ci procurava il grazie, il sorriso o il gesto affettuoso di un malato nei nostri confronti, quel dare e ricevere amore, colmava ogni nostro vuoto e soffiava via la stanchezza.
In quei momenti ho provato la vera gioia di vivere...
Questa esperienza mi ha dato tanto, oggi il mondo è preso dalla sua folle corsa, ed è raro vedere della gente che si ferma per aiutare chi è rimasto indietro. L'U.N.I.T.AL.S.I. mi ha insegnato questo, che il vero pellegrinaggio è la vita stessa, e che non importa qual' è la tua nazionalità, il colore della tua pelle o la tua religione, se sei caduto io ti aiuterò a rialzarti. questo è il messaggio che ho sentito dentro di me, ed ho voluto coglierlo ed impegnarmi perchè non sia solo la divisa a rendermi unitalsiana, ma che sia il mio cuore a farmi strumento di chi a bisogno. Io non so se riuscirò davvero a diventare una brava volontaria, ma nonostante i miei tanti difetti cercherò nel mio piccolo di dare il massimo, mi impegnerò affinchè la mia lampada sia sempre accesa. l'unica risposta alla domanda "perchè lo fai?" è quella di provare in prima persona questa esperienza meravigliosa, per conoscere il vero senso della vita.

Ilaria



PS
grazie per aver letto la mia piccola esperienza. Spero che le mie parole siano state d'aiuto per chi ancora non sa cos' è l' U.N.I.T.A.L.S.I.
E come me, chissà quanti altri unitalsiani sono al di là dello schermo e aspettano di essere scoperti!!! FATEVI AVANTI!!!!!!